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WhatsApp Image 2020 12 15 at 17.41.54   “La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci”. Isaac Asimov

Con questa citazione la Preside Maria Angela Rispoli ha sintetizzato i contenuti della tavola rotonda, tenutasi in diretta streaming presso l’Istituto Comprensivo Principe Amedeo.
A questa conferenza ha partecipato la giornalista e avvocato Lidia Monda, autrice del racconto “I lividi dell’anima”, redatto nel 2018 sempre per la Principe Amedeo.
"Racconto della violenza psicologica, quella di cui nessuno parla. Mentre tu ti ritrovi a fare i conti con quei segni apparentemente invisibili e, in silenzio, tracci le linee delle tue cicatrici".

Argomento principale della tavola rotonda è stato quello della violenza sulle donne, tematica che ha fatto da spunto per affrontare una problematica ben più ampia e a raggiera, quella relativa ai diritti dell’uomo, in quanto si è parlato anche di bullismo e cyberbullismo, violenze fisiche e psicologiche che, purtroppo, ancora oggi, continuano ad affliggere moltissime persone, nonostante sia stata fatta molta strada.

“La violenza fisica si vede, quella psicologica no, arriva piano piano senza che te ne accorga, è subdola", ha sottolineato l’Assessore Gianna Conte, anche oggi sentitamente presente; "è importante parlarne con i ragazzi, perché non devono mai perdere il controllo della propria vita, devono imparare a riconoscerla, a difendere il loro diritto di poter scegliere, di essere liberi".

Questo incontro conclude un percorso didattico durato quasi un mese, che ha visto i ragazzi della Scuola Secondaria coinvolti in varie attività, dalla scrittura di testi argomentativi e narrativi all’elaborazione di cortometraggi, dalla realizzazione di cartelloni alla presentazione di powerpoint, fino alla conferenza con la Dott.ssa Monda, che ha permesso loro di interagire ponendo domande e spunti di riflessione.

Questa giornata - che ha coinciso con la chiusura dei lavori di questo iter formativo in più tappe - ha dato agli alunni la possibilità di mettersi in gioco e di aprire gli occhi davanti a situazioni che all’apparenza potrebbero sembrare innocue, ma che in realtà nascondono la voglia insana di prevaricazione, di soprusi e di manipolazioni perpetrati ai danni dei più deboli, siano essi donne , bambini o adolescenti.

Con un linguaggio semplice e diretto, infatti, la giornalista ha fatto riflettere sulle situazioni con cui quotidianamente veniamo a contatto, direttamente indirettamente, e delle quali, a volte, non ci rendiamo conto della pericolosità, pericolosità nascosta nelle finte frasi d’amore, nelle finte lusinghe che non fanno altro che nascondere amori malati e passioni distorte.
Ha differenziato con la visione di tre slides le parole limpide da quelle oblique.
Quelle limpide non sempre per forza d'amore, ma oneste, perché trasparenti e permettono di comprendere senza incertezza chi si ha davanti.
Le più temibili, invece, sono le parole oblique, quelle che restano in bilico, su una forma ineccepibile, ma che non vengono supportate e avvalorate da un tono, o un comportamento coerente.
Le parole oblique sono parole disoneste, perché si pongono sempre su un piano parallelo rispetto al comportamento o al tono, e colpiscono due volte : la prima con la parola proiettile, la seconda con il dubbio (che lasciano nella vittima) di non aver capito perché si avverte la ferita.
Ha suggerito ai ragazzi di indossare sempre il giubbotto antiproiettile, che si adatta ai movimenti del corpo, ma poi diventa impenetrabile ai proiettili della violenza. Esattamente come il liquido di Newton in esso contenuto, un liquido che diventa malleabile se toccato con morbidezza, ma che si indurisce quando viene colpito con violenza.
Una metafora stupenda che indica lo spazio entro il quale non deve accedere nessuna violenza e che solo io posso delimitare.

La giornata - ha evidenziato la Dirigente Scolastica - e' una riflessione corale che ha lo scopo principale di far rumore, di scuotere le coscienze delle istituzioni, perché collaborino con la scuola per accompagnare la crescita dei nostri giovani, in una sinergia di intenti che vede protagonisti la famiglia, la scuola e le istituzioni, appunto.”

L'appuntamento di oggi, come la tavola rotonda “Dalla violenza sulle donne ai diritti umani "- ha evidenziato la Prof.ssa Garau, referente e coordinatrice del progetto - sono appuntamenti che hanno una ricaduta positiva sui ragazzi sia dal punto di vista didattico, in quanto vanno ad integrare ed ampliare i contenuti curriculari, sia dal punto di vista umano perché fanno riflettere sull’importanza di sostituire la paura con la denuncia oppure l’accettazione di una violenza con la capacità di far valere i propri diritti, di difendere la propria dignità.
Le parole - aggiunge - devono interrompere il silenzio riempiendolo con la forza del grido della denuncia.
L'educazione etico-sociale si deve sostanziare nell'impegno a fare acquisire agli alunni atteggiamenti di rispetto dell'altro, di solidarietà, di valorizzazione delle affinità, degli interessi comuni, di riconoscimento delle differenze, delle peculiarità individuali e culturali".

Ancora una volta oggi tutti i ragazzi della Principe Amedeo, anche gli assenti per l'isolamento domiciliare o per motivi familiari, hanno interiorizzato le diverse sfaccettature di queste problematiche, partecipando in maniera interattiva e concreta alla discussione, dando prova di grande maturità e consapevolezza della necessità di dire “NO” alla violenza di genere, sempre, senza “se” e senza “ma”.

 

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